| Note Critiche |
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FANTASIE CROMATICHE INTERGALATTICHE
Paolo Massimo Ruggeri è nato a Cremona nel 1955, ma “ avrebbe potuto essere qualsiasi altro anno e luogo”. Non ha molta importanza, non si identifica né in un luogo, né in un tempo storico, ma si sente molto Paolo Massimo, nell'accostamento degli opposti del suo nome.
Ha sempre dipinto, sin dall'infanzia, in un primo momento esclusivamente per se stesso, per un'esigenza personale. Poi a 19 anni la prima mostra. Da quel momento, anche se a fasi alterne, avverte la necessità di esporre pubblicamente i suoi lavori. Dichiara: mi piace pensare che i miei quadri si muovano, abbiano una loro vita, perciò ho iniziato a fare mostre personali a Milano, a Ferrara, in Costa Azzurra. Sono molto legato alla Francia e alla cultura francese.
Proprio perchè “vivi” i quadri
di Ruggeri non hanno cornici. Incorniciare un quadro significa per l'artista
limitarne lo spazio vitale e di conseguenza la libertà di “viaggiare”.
Per un periodo molto breve dipinge “paesaggi” essenziali e
atmosfere rarefatte di grande suggestione, utilizzando colori molto tenui
e pennellate spumeggianti. Poi il cambiamento. La realtà assume
un altro volto: forme e colori vivaci sono sapientemente accostati tra
loro, quasi simboli che alludono a mondi mai esplorati . Del resto Paolo
Massimo ha definito l'arte come una chiave che apre a parti di sé,
ad altri livelli e ad altre dimensioni.
Nei suoi quadri gli elementi figurativi non sono
chiaramente identificabili perché hanno subito una metamorfosi
nell'atto stesso della creazione. E' una scelta di libertà espressiva
che approda ad un'armoniosa rappresentazione visiva in cui l'astrattismo
è attraversato in modo estremamente personale.
L'uso della tecnica a olio, le tonalità accese, le forme e i frammenti
pseudoprospettici, le superfici piatte, l'assenza di luci e di ombre caratterizzano
dunque, dopo un breve periodo di transizione, l'attuale produzione artistica
di Paolo Massimo.
Ogni composizione racconta emozioni e momenti
straordinari, ma è anche la ricerca di quelle “porte”,
che conducono a stati d'animo gioiosi.
I quadri di Ruggeri sono solo apparentemente pensati e impostati razionalmente,
in realtà sono il frutto di una creazione spontanea, quasi selvaggia,
espressione della sensibilità dell'artista. Il punto di arrivo
non è prevedibile; il punto di partenza può mutare direzione
in nome di qualcosa che si chiama fantasia. Il tempo dunque è quello
della realizzazione dell'opera che nasce senza attendere il momento dell'ispirazione.
Colori e figure sembrano galleggiare nello spazio
a favore di una visione d'insieme che abbina al messaggio la perfezione
e la piacevolezza decorativa.
Van Gogh - dichiara Paolo Massimo - mi ha aperto la strada
al colore. Oggi nutro un affetto particolare per questo pittore, ma non
mi emoziona più come un tempo. Ho altre passioni, ad esempio per
Klimt o per i simbolisti francesi della metà dell'800, per le atmosfere
magiche, quasi crepuscolari che si notano in alcuni dipinti.
Negli “astratti” di Ruggeri c'è un sottofondo “galattico” che evoca esplosioni immediatamente percepibili. Sussiste un forte legame tra due dimensioni, l'umano e il sovrumano, che appartengono ad un universo fantastico la cui lettura e interpretazione sono affidate allo spettatore. Tuttavia - sostiene Paolo Massimo - occorre liberarsi dalla volontà di trovare ad ogni costo un significato.
Anche i titoli dei suoi quadri costituiscono soltanto
il punto di partenza, ma non limitante, per leggere le cose migliori,
spesso indicibili narrate in questi spazi cosmici.
Penso a quei “cieli” rosa, gialli o viola, a quella stratificazione
di forme non geometriche che li popolano, ma penso soprattutto a quei
tagli netti e contrastanti che con i moduli decorativi si moltiplicano
per raggiungere realtà non ancora conosciute.
Atti di pura creazione e di grande precisione esecutiva
in cui - conclude l'artista - la bellezza e l'arte non si legano alla
fatica di vivere o alla dolce e malinconica impotenza esistenziale, ma
gridano che c'è altro.
Parlo della felicità-.
Cristina Boccella